«Trasferimento» imposto, Sky condannata: la sede di Roma torna in discussione. Intervista di Massimo Franchi a Pierluigi Panici sul manifesto del 29/8/2017

Sentenza del Tribunale del Lavoro. I 400 lavoratori trasferiti e i 124
per cui è previsto un licenziamento collettivo tornano a sperare.
Il ricorso presentato solo dall’Ugl. I racconti dei ricatti.
Lo chiamavano «mutamento volontario della sede di lavoro». In realtà era
«un trasferimento» imposto. Grazie ad una sentenza da qualche giorno
chiudere sedi di lavoro di punto in bianco senza motivare il perché – moda
sempre più in voga grazie al Jobs act – è più difficile per aziende.
La multinazionale dal volto buono e l’inglese d’ordinanza è stata battuta da un
piccolo sindacato. Il trasferimento della sede romana di Sky a Milano è stato
fatto senza le «comprovate esigenze tecniche, organizzative e produttive».
La condanna per comportamento antisindacale emessa dal giudice Laura
Baiardi del tribunale del Lavoro di Roma il 22 agosto rimette in discussione la
procedura con la quale circa 400 lavoratori saranno costretti a spostarsi a
Milano e la procedura di licenziamento collettivo per 124 fra tecnici, impiegati
e quadri assieme ai 14 esuberi fra i giornalisti (5 dei quali hanno rifiutato il
trasferimento).
Nonostante le pressioni dei lavoratori alla fine il ricorso per comportamento
antisindacale è stato presentato solo dall’Ugl, che ha pochissimi iscritti. A
cantar vittoria però è soprattutto il «Comitato lavoratori Sky in lotta» a cui
aderiscono sia tecnici che giornalisti alcuni dei quali iscritti all’Usb, formatosi il
17 gennaio, il giorno dell’annuncio della chiusura della sede di Roma.
La reazione dei lavoratori fu molto dura: Sky Italia è una azienda in utile che
ha deciso di accorpare tutto nella sede di Milano. E lo ha fatto mettendo in
atto «un vero far west in cui ogni lavoratore che veniva convocato si sentiva
leggere una proposta già stabilita uguale per tutti e molto vicina all’indennizzo
massimo in caso di impugnamento del licenziamento (24 mesi) anche se
venivi definito K-people, personale indispensabile – spiega sotto vincolo
dell’anonimato un lavoratore che non ha accettato il trasferimento – con poi
un ulteriore vergognoso tariffario che accanto a quella che chiamano social
mitigation prevedeva incentivi per chi ha più di 55 anni o ha familiari disabili».
Se i sindacati delle comunicazioni Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom e Ugl hanno
criticato il comportamento aziendale, la Fnsi dei giornalisti il 6 aprile ha
firmato un accordo che aumenta da 27 a 31 il numero di posti rimanenti
«nella nuova sede di Roma Centrale Montecitorio» e aumenta gli incentivi al
trasferimento.
Per i tecnici il verbale di mancato accordo del 2 agosto ha aperto le porte alla
procedura di licenziamento collettivo per 124 lavoratori.
«Il mancato rispetto dell’articolo 57 del contratto nazionale era eclatante –
spiega l’avvocato Pierluigi Panici che assiste molti lavoratori e giornalisti di
Sky – e io da gennaio avevo invitato tutti i sindacati a presentare il ricorso.
Sky non ha mai spiegato le ragioni del trasferimento e non ha aperto le
procedure di contrattazione che permettono al sindacato di avanzare
controproposte. Ora con questa sentenza la gigantesca operazione di
trasferimento viene azzerata così come i licenziamenti che ne derivano. La
inottemperanza da parte di Sky farebbe scattare reati penali. In più è un
segnale di stop molto importante per altre aziende del settore – Mediaset ma
anche Rai – che stavano valutando comportamenti analoghi», conclude
Panici.

Foto Fabrizio Corradetti / LaPresse
08-02-2017 Roma ITA
Protesta dei dipendenti SKY davanti Montecitorio contro i trasferimenti e licenziamenti
Nella foto: Dipendenti SKY con cartelli
Ph Fabrizio Corradetti / LaPresse
08-02-2017 Rome (Italy)
Protesta dei dipendenti SKY davanti Montecitorio contro i trasferimenti e licenziamenti
In the pic: Dipendenti SKY con cartelli – Protesta dei dipendenti SKY davanti Montecitorio – fotografo: Fabrizio Corradetti

0 Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

©Media4tech

Log in with your credentials

Forgot your details?