SANITÀ: LA REGIONE BASILICATA RICHIEDE INDIETRO INDENNITÀ CORRISPOSTE E PREVISTE DALLA CONTRATTAZIONE REGIONALE

Venerdì 20 ottobre 2017 presso il Poliambulatorio di Senise (PZ) abbiamo partecipato ad una riunione sindacale per confrontarci sulle ultime evoluzioni e potenziali conseguenze della Delibera n. 1037 del 29/09/2017 con cui la Regione Basilica ha ritenuto adempiere ad una indagine della Corte dei Conti (tutt’ora in corso) circa la conformità delle voci retributive previste dall’art. 35 dell’AIR (Accordo integrativo regionale) con le relative disposizioni in materia di retribuzione previste dall’ACN. Ebbene, come noto a tutti, tale verifica parte dal presupposto che alcune delle indennità previste dal primo comma del predetto art. 35 (indennità rischi, usura della macchina e prestazioni pediatriche) e riconosciute come dovute dalla stessa Regione Basilicata che ha sottoscritto l’accordo integrativo in questione, non siano conformi ai margini di disponibilità previsti dal contratto collettivo nazionale (ACN). Dunque, sin dal maggio 2017, la Regione ha provvisoriamente disposto la sospensione della predetta erogazione. Tale decurtazione retributiva è divenuta definitiva poi con la richiamata delibera del 29/09/2017 con cui, peraltro, è stato dato mandato ai dirigenti dell’ASP di recuperare le medesime somme che prima – sottoscrivendo l’accordo integrativo – ritenevano pienamente dovute.

Sempre nella medesima data abbiamo avuto l’occasione di confrontarci con parte dei medici coinvolti dai predetti tagli ed ai quali abbiamo confermato la possibilità di agire giudizialmente per fronteggiare entrambi i tentativi di decurtazione della retribuzione. Per chiedere la prosecuzione del pagamento delle voci retributive in oggetto è stata proposta un’azione giudiziaria davanti alla Sezione lavoro del Tribunale Civile di Potenza. Al fine di agire tempestivamente stiamo chiedendo la più ampia adesione possibile entro la data del 10/11/2017. Non che dopo sia preclusa tale possibilità, ma sarebbe meglio muoversi con celerità, ciò anche perché darebbe forza alla contrattazione che si è aperta sulla questione.

Inoltre, il consiglio per il pregresso è di attendere le ingiunzioni di pagamento e rassegnare le dovute opposizioni in via giudiziaria. Ed infatti riteniamo che la ripetizione di un presunto indebito sarebbe assolutamente illegittima poiché contraria a diversi principi lavoristici e di diritto comune. Ciò ovviamente anche perché i pagamenti sono avvenuti in presenza di un titolo avente piena forza cogente ed in assoluta buona fede dei lavoratori.

La misura è davvero colma. Le retribuzioni sono ferme al 2005 per il blocco dei rinnovi. I tagli orizzontali alla sanità hanno abbassato l’organico ben al di sotto della soglia minima necessaria per far fronte all’utenza, le risorse scarseggiano, mortificando dunque il servizio sanitario nazionale ed aprendo così spazi inimmaginabili al privato (anche convenzionato). Di tale penosità le indennità che ora si pretendono indietro erano solo una minuscola misura compensativa.

Come noto siamo già in fase preelettorale. Infatti dopo aver varato la legge di Bilancio del 2018, il Ministro Madia ha dichiarato che verrà disposto un aumento contrattuale di 85 euro per i lavoratori pubblici. Si parla di circa 2 miliardi da aggiungere all’1,2 già stanziato, ma gli uffici del ministero dell’Economia stanno ancora facendo i conti. Oltre la metà delle risorse annunciate per i contratti del pubblico impiego arriveranno da una nuova spending review che prevede un taglio di 1,1 miliardi alle spese dei ministeri. Dopo 8 anni di blocco retributivo, a fronte di un’inflazione cumulata pari al 10%, si annuncia un contratto che non restituirà nemmeno la metà dell’erosione degli stipendi avvenuta nel periodo 2010-2017.

Dentro questo quadro di continua ed inarrestabile erosione della retribuzione va collocata la decisione di richiedere ai Medici dipendenti della regione Basilicata le  indennità correttamente erogate e corrisposte dal 2008 (ma è evidente che è solo l’inizio ed il movimento di recupero volto a dragare risorse si estenderà ai dipendenti pubblici di molte altre Regioni) rischiando quindi di dover restituire ingenti somme di denaro. In buona sostanza è sempre la solita vecchia storia, sotto elezioni con una mano si dà e con l’altra si toglie per mantenere ferma la stessa vecchia e logora coperta corta. Non possiamo non rispondere e rimanere inerti davanti alla mortificazione del lavoro sia in termini di qualità del servizio sanitario che di continua erosione dello stipendio. Avviamo le vertenze immediatamente, tentiamo di strappare condizioni economiche migliorative per il futuro ed ostacolare i recuperi del pregresso.

 

Chiunque abbia interesse ad agire per richiedere il pagamento delle indennità previste dall’art. 35 AIR può prendere contatto con lo studio legale ai seguenti indirizzi email:

brunetti.alessandro@gmail.com

salvatore.corizzo@gmail.com

gabrielecingolo@gmail.com

 

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