Il potenziamento che “depotenzia” la scuola e mortifica i docenti

E’ di qualche giorno fa la denuncia, ripresa da Repubblica, di un Docente di Filosofia che, assegnato presso l’organico di potenziamento, lamentava la sua quasi esclusiva inattività.

Viene impiegato solo per supplenze brevissime.

Per il resto nulla.

Eccola la grande distorsione della “buona scuola” e del Renzismo:  la distanza tra i paroloni e i fatti.

Progetti senza gambe. L’errore di pensare che per essere Fonzie basta mettersi un giubbotto di pelle.

Ma la realtà scalcia la parola, la rende inutile e offensiva.

Potenziare vuol dire rafforzare, lo sappiamo tutti.

Ma è anche il legislatore che lo dice.

Infatti, il comma 5 della legge 107/15 prevede che “è istituito ….l’organico dell’autonomia” , precisando che ne sono compresi   “ i posti per il potenziamento”  (comma 68).

Tutto l’organico, compreso quello di potenziamento, deve concorrere fattivamente al complesso delle “esigenze didattiche, organizzative e progettuali delle istituzioni scolastiche come emergenti dal piano triennale  dell’offerta formativa” (comma 5). Ed è così importante che tutti concorrano a tali esigenze che le scuole con il  POF “individuano il fabbisogno di posti” necessari ai propri obiettivi.

E in seguito, il dirigente “garantisce un’efficace ed efficiente gestione delle risorse umane” (comma 78) e a tale fine “propone gli incarichi ai docenti di ruolo assegnati all’ambito territoriale” (comma 79).

Quindi il legislatore ha predisposto un perfetto castello di parole in cui il Dirigente capo progetta tutte le attività della scuola, individua gli insegnanti che devono farlo, e questi devono essere pronti e svegli e addirittura a disposizione a essere utilizzati in classi di concorso diverse (lo dice espressamente il comma 87). I “potenziatori” devono lasciarsi alle spalle titoli e abilitazioni, e porsi con obbedienza nei ranghi lavorare sodo per l’ambizioso progetto del Generale. Scusate, un lapsus, del Dirigente.

IL ministero dell’istruzione, ci mette, poi, il carico paternalistico precisando che “tutti i docenti assegnati alle scuole entrano tutti a fare parte di un’unica comunità di pratiche” . Questo per far rizzare i peli sulle braccia.

Parole che si infrangono sui fatti, che raccontano di docenti tappabuchi o sotto impiegati, docenti deportati, e di una scuola nel caos. La “buona scuola”,  ormai può dirsi, ha premonito il fallimento del Renzismo, condensandone le caratteristiche peggiori.

Perché? Perché questo castello di carte si regge su due pilastri tossici.

Da una parte, la concentrazione del potere in una persona sola, il Dirigente. Il contrario di una comunità. Quindi se il Dirigente ha l’intelligenza di capire che da solo va a sbattere bene. Se no, è un disastro.

Dall’altra, la totale svalorizzazione dei docenti, con deportazioni, dequalificazione, burocrazia. Senza mai ascoltarli. Mai.

Concluso questa piccola riflessione solo con un rilievo. A parere mio, il docente assegnato al potenziamento, che viene utilizzato solo per le supplenze fino a 10 giorni, o in generale senza un inserimento organico in un progetto chiaro ha diritto a chiedere il corretto impiego e un risarcimento del danno.

Perché il lavoro è un diritto. Le persone hanno diritto non solo ad essere pagate ma anche essere impiegate nel lavoro loro assegnate. Lo dice il buon senso ma anche l’ordinamento.

Infatti, l’art. 52 del dlgs 165/2001 con riferimento ai rapporti di pubblico impiego e l’art. 2103 con riferimento ai rapporti privati prevedono che “il prestatore di lavoro deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto”.

Secondo la Corte di Cassazione da queste norme “si desume che sussiste il diritto del lavoratore all’effettivo svolgimento della propria prestazione professionale e che la lesione di tale diritto da parte del datore di lavoro costituisce inadempimento contrattuale e determina, oltre all’obbligo di corrispondere le retribuzioni dovute, l’obbligo del risarcimento del danno da dequalificazione professionale.”. (sentenza 14199/2001, ma il principio è costante).

Ebbene, Il dirigente che impiega il docente in potenziamento come tappabuchi viola questa legge.

Infatti, il comma 85 della “buona scuola” prevede che il docente possa impiegare docenti appartenenti all’organico dell’autonomia per le supplenze fino a 10 giorni, precisando però che ciò debba avvenire “tenuto conto del perseguimento degli obiettivi di cui al comma 7”, cioè i progetti della scuola.

I docenti tappa buchi sono vietati.

Con questo non voglio semplificare problematiche complesse, né ritenere che la scuola si possa riformare attraverso i Giudici. Occorrono dei movimenti, di opinione e passione. Come fortunatamente spesso avviene.

Ma è utile sapere che la nostra architettura costituzionale, se interpretata con onestà, di contrappone a scelte insensate.

Avv. Bartolo Mancuso

 

 

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