L’INDENNITA’ DI FINE RAPPORTO DEGLI AGENTI DI COMMERCIO – SENT. TRIB. TIVOLI, SEZ. LAV., N. 841 DEL 28.09.2017

Con una causa davanti al Tribunale del Lavoro di Tivoli abbiamo affrontato una questione oggetto di un vivace dibattito sia in giurisprudenza che in dottrina: la quantificazione dell’Indennità di fine rapporto dell’agente di commercio ed il rapporto tra questa e l’apparente conflitto sistemico tra l’art. 1751 c.c. e gli A.E.C.

L’azione che abbiamo promosso ha avuto dunque ad oggetto il riconoscimento in favore del lavoratore della migliore quantificazione dell’indennità in questione. Il risultato ottenuto è stato il seguente: il Tribunale del Lavoro di Tivoli, ha affermato, con la sent. n. 841 del 28.09.2017, che:“…a seguito dell’intervento della Corte di Giustizia Europea… ai fini del computo dell’indennità dovuta all’agente in caso di cessazione del rapporto, il giudice deve sempre applicare la normativa che assicura all’agente, sia ai fini dell’an, sia ai fini del quantum dell’indennità, il risultato migliore…”.

Il Tribunale ha quindi sancito, quale principio generale da applicare sulla materia, il diritto dell’agente al trattamento di miglior favore che, nel caso di specie, è risultato essere quello derivante dalle norme del codice civile; ciò a discapito di quello risultante dall’applicazione degli A.E.C. che – ovviamente – era stato preferito dalla datrice di lavoro Nestlé Italiana S.p.A.

Avv. Katia Agnès Giuliani

Tribunale di Tivoli, Sezione Lavoro, sent. n. 841 del 28.09.2017:

Bonsembiante c Nestlé Italiana

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