IL DIRITTO DEI LAUREATI CON 24 CFU ALL’INSERIMENTO NELLA II FASCIA DELLA GRADUATORIE DI ISTITUTO

Nella scuola i giovani continuano ad essere discriminati.

Per insegnare, la legge 107/2015, richiede loro, oltre ovviamente alla laurea, il possesso di 24 crediti formativi universitari (CFU).

Ma dopo altro studio, altro sudore e altri soldi, queste persone continuano ad essere discriminate.

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La discriminazione riguarda il sistema di conferimento delle supplenze.

Il Dm 13 giugno 2007 n. 131 prevede che le supplenze siano scorrendo nell’ordine la I, poi la II e, infine, la III fascia delle graduatorie. La I fascia corrisponde alle vecchie Graduatorie ad esaurimento, la II è dedicata ai docenti abilitati e la III è riservata agli aspiranti forniti del solo titolo di studio.

Ebbene, erroneamente il MIUR colloca i docenti possessori dei 24 CFU nella III fascia.

In altri termini, il MIUR non da alcun valore al titolo posseduto.

E sbaglia, perché, secondo noi,  i 24 CFU consentono l’inserimento nella II fascia delle graduatorie di istituto.

Andiamo con ordine.

L’art. 1 comma 110 della l. n. 107/2015 (la c.d. “Buona Scuola”) prevede che possono accedere al concorso pubblico per il personale docente “esclusivamente i candidati in possesso del relativo titolo di abilitazione all’insegnamento”; ed il d.lgs. n. 59/2017 (attuativo della l. 107/2015), all’art. 5, quando afferma che “1. Costituisce titolo di accesso al concorso relativamente ai posti di docente” il possesso della Laurea e dei 24 CFU.

Il sillogismo è evidente:

  • I 24 crediti formativi sono necessari per partecipare al concorso;
  • Per partecipare al concorso occorre un titolo abilitativo;
  • i 24 crediti formativi sono un titolo abilitativo;

A ben guardare, sul piano della partecipazione al concorso utile al reclutamento il legislatore attribuisce valore abilitante al possesso dei 24 crediti formativi ed equipara,  per così dire, i nuovi docenti, con i docenti che avevano svolto TFA o PASS.

Spostandosi però sul piano del conferimento delle supplenze, il MIUR smarrisce tale equiparazione, nella misura in cui i docenti con 24 CFU vengono relegati in una posizione sfavorevole.

Senza poi contare che questi docenti non solo vengono discriminati attualmente nel conferimento delle supplenze, ma tra breve, verranno del tutto privati di questa possibilità.

Infatti, l’ art. 1 comma 107 della legge 107/2015 prevede che  “A  decorrere  dall’anno  scolastico  2019/2020,  l’inserimento nelle  graduatorie  di  circolo   e   di   istituto   puo’   avvenire esclusivamente  a   seguito   del conseguimento   del   titolo   di abilitazione. “.

In altri termini, dal prossimo anno sarà totalmente eliminata la terza fascia delle graduatorie di istituto. Problema risolvibile collocando i docenti con 24 CFU nella II fascia. Ma in mancanza di ciò, questi docenti sono gravemente e illegittimamente penalizzati.

Come altre volte accaduto nel mondo della scuola, per così dire, gli ultimi arrivati, incontrano degli ostacoli. Mentre andrebbe valorizzata e incentivata dalla classe politica la voglia di una nuova generazione di dare un contributo collettivo alla sistema formativo.

 

Avv. Bartolo Mancuso e Avv. Matteo Panici

 

 

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